Questa stanza era destinata alle due figlie dei duchi d’Aosta: Margherita, che aveva solo un anno quando arrivò a Miramare, e Maria Cristina, nata nel Castello nel 1933 e battezzata nella cappella.
L’ambiente è molto diverso dalle sale ottocentesche e dagli spazi di rappresentanza. Qui tutto appare più semplice, moderno e domestico. Le pareti sono grigio-azzurre, il pavimento è in legno e la luce entra dalla grande finestra in fondo alla stanza. L’atmosfera è tranquilla, quasi sospesa, più vicina a una stanza privata che a una sala museale.
Gli arredi furono progettati appositamente per le principessine. Sono mobili piccoli, bassi e funzionali, pensati alla loro altezza e alle loro attività quotidiane. Tavolini, panchette, contenitori e cassapanche si combinavano tra loro per formare piccoli salottini in miniatura. Anche i colori erano scelti per evocare un mondo infantile ma raffinato: laccati in avorio con finiture azzurro chiaro.
Sulle pareti erano presenti decorazioni legate agli elementi naturali: aria, acqua, terra e fuoco, rappresentati con un gusto delicato e fantastico. La stanza racconta quindi un lato tenero e familiare di Miramare: non più il Castello della politica, della rappresentanza o della memoria imperiale, ma una casa abitata anche da bambine.
La stanza delle duchessine appartiene agli appartamenti novecenteschi dei duchi d’Aosta ed era destinata alle figlie della coppia: Margherita, arrivata a Miramare quando aveva solo un anno, e Maria Cristina, nata nel Castello nel 1933 e battezzata nella cappella.
L’ambiente conserva il gusto sobrio e moderno degli anni Trenta, con pareti grigio-azzurre, pavimento ligneo e arredi progettati su misura per l’infanzia. L’architetto Riccoboni disegnò mobili specifici per le principessine, poi realizzati dalla ditta Zanetti di Trieste. Si tratta di arredi piccoli, funzionali e componibili: tavolini bassi, panchette e cassapanche che potevano formare salottini in miniatura.
Il pittore Umberto Noni fu incaricato di decorare la stanza seguendo un tema ispirato ai quattro elementi: aria, acqua, terra e fuoco. Il risultato era un ambiente pensato per essere pratico, ma anche poetico e immaginativo, adatto alla vita quotidiana delle bambine.
Questa stanza mostra un volto particolarmente privato di Miramare. Accanto alla grande storia di Massimiliano, Carlotta e dei duchi d’Aosta, emerge qui la dimensione familiare della residenza: il Castello come luogo abitato, vissuto e adattato alla crescita delle figlie.