Questo ambiente era lo spogliatoio di Carlotta, uno spazio privato destinato ai cambi d’abito e alla preparazione personale. La stanza ha una forma angolare e si attraversa camminando per circa 5 metri. L’atmosfera è intima ma raffinata, con arredi eleganti e una luce morbida che entra dalle finestre.
Il soffitto è alto e decorato, simile per stile a quello degli ambienti precedenti. Al centro scende un lampadario ricco di pendenti, che occupa lo spazio superiore della stanza. Le pareti sono rivestite da tappezzeria chiara con motivi ornamentali e da boiserie in legno nella parte bassa, creando un equilibrio tra delicatezza e struttura.
Uno degli elementi più importanti è il grande specchio, legato alla funzione stessa della stanza. In uno spogliatoio, lo specchio non è solo un arredo decorativo, ma uno strumento quotidiano: serviva a controllare l’abito, l’acconciatura e l’aspetto prima di presentarsi negli ambienti del Castello. Intorno si trovano mobili in legno, sedute e piccoli oggetti, che restituiscono l’idea di uno spazio riservato e personale.
Sulla parete destra è presente un dipinto attribuito a Carlotta: si tratta di una copia realizzata dal suo maestro di pittura Bernard Fiedler, raffigurante una strada di Gerusalemme. La presenza di quest’opera ricorda il legame dell’arciduchessa con la pittura e con l’educazione artistica ricevuta.
Lo spogliatoio era destinato a Carlotta per i cambi d’abito e appartiene agli ambienti più privati dei suoi appartamenti. La stanza conserva un carattere elegante e raccolto, con tappezzeria chiara, boiserie lignea, arredi in legno, sedute imbottite e un grande specchio, elemento centrale per la funzione dell’ambiente.
Il soffitto decorato e il lampadario centrale conferiscono alla stanza un tono raffinato, mentre la disposizione degli arredi suggerisce un uso quotidiano e personale. Non si tratta di una sala di rappresentanza, ma di uno spazio riservato, legato alla cura dell’immagine, alla preparazione e alla vita domestica dell’arciduchessa.
Sulla parete destra si trova un dipinto realizzato da Carlotta, copiato dal suo maestro di pittura Bernard Fiedler, raffigurante una strada di Gerusalemme. L’opera testimonia l’interesse dell’arciduchessa per la pittura e inserisce nello spazio privato una traccia della sua formazione artistica e culturale.