Nello spogliatoio è conservato un dipinto realizzato da Carlotta, copiato dal suo maestro di pittura Bernard Fiedler. L’opera raffigura una strada di Gerusalemme e racconta un aspetto personale dell’arciduchessa: il suo rapporto con l’arte e con la pittura.
Per una donna aristocratica dell’Ottocento, la formazione artistica faceva parte dell’educazione, ma nel caso di Carlotta assume anche un valore più intimo. Dipingere significava esercitare lo sguardo, coltivare la sensibilità e costruire uno spazio di espressione personale.
Collocato in una stanza privata come lo spogliatoio, il dipinto non appare come un semplice ornamento: è una piccola testimonianza della vita interiore di Carlotta, del suo interesse per i luoghi lontani e del suo desiderio di interpretare il mondo attraverso l’arte.