Il Salotto della Duchessa è uno spazio intimo e riservato, appartenente agli appartamenti privati dei duchi d’Aosta. Qui Anna d’Orléans, moglie di Amedeo d’Aosta, si ritirava per leggere, scrivere lettere e trascorrere momenti di quiete.
Rispetto alle grandi sale storiche del Castello, questo ambiente ha un carattere più semplice e moderno. Le pareti sono grigio-azzurre, con superfici lisce e quasi prive di decorazione. L’atmosfera è sobria, elegante, più vicina al gusto del Novecento che alla ricchezza ottocentesca di Massimiliano e Carlotta.
Nella stanza si trovano poltrone imbottite, piccoli mobili in legno e arredi dalle forme geometriche. Alcuni elementi richiamano il gusto art déco, come le mensole, le consolle e le piccole edicole in legno. Su questi arredi sono esposti vetri colorati e oggetti decorativi. Tra questi, sono presenti preziosi vetri di Napoleone Martinuzzi, artista veneziano legato alla grande tradizione del vetro di Murano.
Gli arredi storici e i soprammobili appartenuti a Massimiliano e Carlotta furono scelti dalla duchessa come citazioni di gusto antiquario. La stanza unisce quindi due epoche: da un lato la modernità sobria degli anni Trenta, dall’altro la memoria ottocentesca del Castello.
Il Salotto della Duchessa era uno degli ambienti privati di Anna d’Orléans, moglie di Amedeo di Savoia-Aosta. La duchessa vi si ritirava per leggere e scrivere lettere, in un’atmosfera più intima e raccolta rispetto alle sale di rappresentanza del Castello.
L’ambiente conserva quasi integralmente l’aspetto originario degli anni Trenta. Le pareti grigio-azzurre, gli arredi dalle linee geometriche, le consolle, le edicole in legno e le poltrone imbottite riflettono un gusto sobrio e moderno, vicino all’art déco e alla cultura alto-borghese del tempo.
Tra gli elementi più significativi si trovano i vetri di Napoleone Martinuzzi, esposti come oggetti preziosi e decorativi. Gli arredi storici e i soprammobili appartenuti a Massimiliano e Carlotta, già presenti nel Castello, furono invece scelti dalla duchessa come citazioni di gusto antiquario. Il salotto racconta così una Miramare stratificata: non solo residenza ottocentesca, ma anche casa aristocratica del Novecento, vissuta con nuove abitudini e nuovi linguaggi estetici.