La Sala del Duca appartiene agli appartamenti novecenteschi dei duchi d’Aosta. Dopo molti decenni in cui il Castello non era stato abitato stabilmente, nel 1931 vi si trasferirono Amedeo di Savoia-Aosta, la moglie Anna d’Orléans e la figlia Margherita. La loro presenza trasformò alcuni ambienti di Miramare, adattandoli a un gusto più moderno, vicino agli anni Trenta, al razionalismo e all’art déco.
L’ambiente è ampio, ordinato e luminoso. Le pareti sono grigio-azzurre, più sobrie rispetto alle sale rosse di rappresentanza appena attraversate. Il soffitto è decorato a cassettoni geometrici, mentre il pavimento in legno mantiene il carattere storico del Castello. Le grandi finestre portano luce naturale nella stanza e aprono la vista verso il mare e il paesaggio esterno.
A sinistra si trova una grande scrivania in legno, elemento centrale della sala. Attorno a questo arredo si può immaginare la vita pubblica del duca: il lavoro, la corrispondenza, gli impegni militari e le responsabilità istituzionali. Amedeo d’Aosta era infatti un militare di carriera e, durante gli anni trascorsi a Trieste, partecipò attivamente alla vita pubblica cittadina.
La stanza mostra un volto diverso di Miramare. Non racconta più soltanto Massimiliano e Carlotta, ma una seconda stagione della residenza: quella dei duchi d’Aosta, in cui il Castello viene aggiornato alle esigenze di una famiglia aristocratica del Novecento, con arredi più funzionali e un gusto più essenziale.
La Sala del Duca introduce gli appartamenti novecenteschi dei duchi d’Aosta, allestiti nell’ala sinistra del primo piano. Nel 1931 Amedeo di Savoia-Aosta si stabilì a Miramare con la consorte Anna d’Orléans e la figlia Margherita, riportando il Castello a essere una residenza abitata dopo quasi settant’anni. Gli ambienti furono adattati alle esigenze della nuova famiglia e al gusto degli anni Trenta, con arredi funzionali, influenze razionaliste e art déco.
La sala ha un aspetto più sobrio rispetto agli ambienti ottocenteschi di rappresentanza. Le pareti grigio-azzurre, il soffitto a cassettoni, il pavimento ligneo e le grandi finestre creano un ambiente ordinato e luminoso. La scrivania in legno, collocata nell’area di lavoro, richiama il ruolo pubblico e militare del duca.
Amedeo di Savoia-Aosta giunse a Trieste come comandante del 23° reggimento di artiglieria da campagna. Negli anni trascorsi a Miramare partecipò alla vita pubblica cittadina e nel 1937 fu nominato viceré d’Etiopia, lasciando il Castello per trasferirsi ad Addis Abeba.
Questa stanza racconta quindi una Miramare diversa: non più solo la residenza romantica di Massimiliano, ma anche una dimora aristocratica del Novecento, trasformata per rispondere a nuove abitudini, nuovi linguaggi estetici e nuove funzioni della vita pubblica.